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ROSSI PREMIATO AL WINNIG ITALY AWARD SI CONFESSA: STONER, MOU E LA SUA INTER, LE ROSSE E PER FINIRE LE ESPERIENZE VISSUTE COL BABBO IN TENERA ETA'
11.03.2010 22:00 di Davide Petrachi   articolo letto 1193 volte
Fonte: ansa/adkronos
Valentino Rossi
Valentino Rossi

In occasione della consegna del Winning Italy award, il premio assegnato questa sera a Valentino Rossi, il Ministro degli Esteri Frattini ha raccolto attorno alla figura del campione, anche il mondo delle imprese italiane che contribuiscono significativamente al successo del MotoGP, con la presenza dei vertici del motociclismo mondiale, dal Presidente della Federazione Internazionale di Motociclismo Vito Ippolito, al Presidente della Dorna Sport, Carmelo Ezpeleta e al Presidente della Federazione Motociclistica Italiana, Paolo Sesti. Presente anche il grande Giacomo Agostini al quale è stato consegnato un premio alla carriera. Alla serata hanno preso parte anche il Segretario Generale del Ministero affari esteri Amb. Giampiero Massolo ed il Presidente dell'Istituto per il Commercio con l'Estero Amb. Umberto Vattani. La cerimonia è stata anche l'occasione per un riconoscimento ai molti (uomini, donne, imprese) che compongono il mosaico del MotoGP, per valorizzare il 'made in Italy' e il rinnovato ruolo della Farnesina, su forte impulso del Ministro Frattini, a sostegno degli interessi economici delle nostre aziende, dei nostri territori e del sistema Italia nel suo complesso. «Siamo profondamente orgogliosi di sentirci italiani», ha detto Frattini, sottolineando la volontà di far diventare il Ministero degli Esteri «una vera rete al servizio dell'Italia».

«Valentino Rossi è un grande ambasciatore del made in Italy. E per questo oggi abbiamo voluto premiarlo». Così il Ministro degli Esteri Franco Frattini, in occasione della premiazione della prima edizione del Winning Italy Award. «Rossi è il simbolo di una vittoria che viene con l'intelligenza, la velocità, l'allenamento e la pazienza. Porta in giro per il mondo il tricolore facendo grande l'Italia», ha aggiunto Frattini. «È una eccellenza sia come persona che come sportivo e in Italia di eccellenze ce ne sono tante anche in tanti altri settori. Ho voluto cominciare con lo sport perché sono un grande appassionato», ha detto il Ministro. Rossi è lo sportivo italiano in carriera che ha fatto suonare più di tutti l'inno d'Italia, per ben 103 volte. «Sono molto orgoglioso di questo premio -ha detto il campione del mondo- ero emozionato e mi sudavano anche un pò le mani. Sono onoratissimo di essere preso ad esempio. Ho fatto suonare l'inno 103 volte, è una bella cifra ma spero che ce ne siano altre di occasioni. Dopo tanto tempo mi diverto ancora ad andare in moto e spero di far suonare l'inno ancora tante volte»

Difficile vedere Valentino Rossi in soggezione. Ci sono riusciti, almeno per un po’, stucchi ed affreschi della seicentesca Villa Madama, dove il nove volte campione del mondo di motociclismo ha ricevuto il primo 'Winning Italia Award', riconoscimento istituito dal ministero degli Esteri, e consegnatogli dal ministro Franco Frattini per aver fatto risuonare 103 volte l'inno di Mameli grazie ad altrettante vittorie sui circuiti di tutto il mondo. Accompagnato dal papà Graziano, dal fido amico d'infanzia Uccio e davanti ad un altro grandissimo delle due ruote come Giacomo Agostini, Rossi si Š ben presto sciolto. Salutati i tanti campioni del passato presenti (Marco Lucchinelli, Fausto Gresini, Franco Uncini) la prima battuta l'ha riservata a Raffaello Sanzio, dal cui progetto nacque Villa Madama: «Era di Urbino, un mio conterraneo. Direi che qui ha fatto davvero un bel lavoro. Se sono più famoso io? Può darsi, ma non credo». Le 103 vittorie sono naturalmente motivo d'orgoglio, «ma spero che ne arrivino altre. Facciamo almeno una ventina» ha aggiunto rivolgendosi ad Agostini, che dall'alto dei suoi 15 titoli iridati Š quasi irraggiungibile, ma di Gp ne ha vinti 123 e quel record s che Valentino può attaccarlo. «Mi diverto sempre ad andare in moto - ha assicurato il re della MotoGp -. Se pensavo di diventare Valentino Rossi? No, sono andato oltre le mie pi— rosse aspettative». Ed oltre quelle di papà Graziano, anche lui grande pilota, «che però aveva paura delle due ruote perché aveva fatto un bel po’ di capitomboli ed allora voleva dirottarmi sui go-kart». Sulla scia dei ricordi il ministro Frattini ha accennato con nostalgia ai suoi precedenti da motociclista ed a quella volta «che fui fermato con una moto da trial mentre percorrevo una scalinata. Ora in moto non vado più, ma quando posso seguo sempre il mondiale e le imprese di Valentino». Immancabile la domanda sulla Formula 1 («naturalmente tifo per Alonso e Massa») e sul tormentone Ferrari si - Ferrari no. A sentire Rossi le quattro ruote possono aspettare. Passare in F1? «Non credo, penso che sarà molto difficile. Ho ancora qualche soddisfazione da togliermi in moto». Una perplessità espressa poco prima anche da Agostini: «Dovrebbe lasciare il noto per l'ignoto. E farlo in fretta, gli anni passano anche per lui». Magari più realistico vedere un'accoppiata tutta italiana in MotoGp, con Rossi aggrappato al manubrio di una Ducati dal 2011? «Per il made in Italy sarebbe perfetto, ma per vincere devi pensare anche a quello che succede in pista - la risposta non troppo entusiastica - E poi quella con la Yamaha è una storia talmente bella che lo sentirei un pò come un tradimento». L'11 aprile, in Qatar, Rossi sarà al via della sua 15/a stagione mondiale. E anche gli atteggiamenti non sono più quelli di un tempo: «Le polemiche con gli altri piloti ormai mi stancano (a Max Biaggi saranno fischiate le orecchie, ndr). Ora devo pensare a risparmiare le forze per lottare in pista». Nel 2010 ancora Casey Stoner e Jorge Lorenzo, «la terza generazione di avversari con cui mi confronto». E li ha già battuti tutti, almeno 103 volte. Poi il Campione della MotoGp prosegue il discorso andando a toccare quello che sarà il prossimo Mondiale: «Casey Stoner è l'avversario più pericoloso». Valentino Rossi indica nell'australiano della Ducati il pericolo numero uno per il titolo mondiale 2010 della MotoGp che scatterà l'11 aprile in Qatar. «Dopo tante prove siamo pronti per partire -ha detto Rossi in occasione della prima edizione del Winning Italy Award-. C'è grande eccitazione, noi siamo pronti e vedremo come andrà. I primi due test sono andati bene ora andiamo in Qatar per l'ultimo collaudo e vedremo se anche lì saremo competitivi. L'avversario più pericoloso? Stoner, anche perché Lorenzo si è fatto male». E a chi gli domanda con ironia se, ora che non c'è, il suo rapporto con lo spagnolo è buono, Rossi risponde «noi andiamo sempre d'accordo». Le nuove leve del motomondiale sono quelle che preoccupano di più il dottore. «I nuovi sono quelli più difficili da battere -ha proseguito il campione di Tavullia. Stoner e Lorenzo sono più evoluti rispetto a Biaggi e Gibernau», ha aggiunto Rossi riferendosi a due rivali del passato.

Non può mancare infine, per un interista doc come il Vale Nazionale, un commento sulla sua Inter e sull'allenatore Josè Mourinho. Il Dottore non ha dubbi "Mourinho è un grande". E detto da un personaggio di sport di primissimo piano come lui è più di un complimento. Poi prosegue: "La partita in Champions col Chelsea sarà molto importante, speriamo bene. Ai Mondiali mi piacerebbe vedere sia Balotelli che Cassano in nazionale".Per dovere di cronaca ricordiamo che, all'andata di Champion's con il Chelsea, Valentino era impegnato nei test in Malesia e, in piena notte, il pilota Yamaha ha fatto la levataccia pur di seguire i colori nerazzurri.


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