Certamente nessuno può ritenersi escluso dalla lunga lista dei sorpresi dinanzi al fulmineo e repentino exploit di Jack Swagger: da jobber di lusso a Raw a vincitore del Money in the Bank Ladder Match a Wrestlemania e trionfatore del titolo WWE contro Chris Jericho nella prima puntata di Smackdown successiva all’appuntamento dell’anno.
Fin dal suo debutto in ECW ho visto di buon occhio questo ragazzo proveniente dall’Oklahoma: una macchina da guerra nelle prese a terra, una forza della natura quando il discorso finisce sui suplex. Ha soltanto 27 anni, in ECW ha conquistato il titolo del mondo, impressionando gli addetti ai lavori per la sua potenza e la sua fame di successi, ma poi, per motivazioni inerenti o esterne al ring, è finito nel dimenticatoio, collezionando un’infinita striscia di sconfitte.
Nel periodo nero però è giusto ricordare due sue ottime prestazioni contro John Cena: anche in quei match uscì sconfitto, ma i più attenti fan della WWE si ricorderanno le ottime performance dell’ex campione universitario, capace di mettere talvolta alle corde il rapper di Boston, portando il match ad un minutaggio piuttosto consistente. In quelle occasioni nessuno poteva attendersi una sconfitta del lottatore simbolo n°1 della WWE, ma il vincitore morale fu proprio Swagger, meritevole di applausi per due prove coraggiose e convincenti.
A Wrestlemania quasi nessuno scommetteva su di lui: Drew Mcintyre era il favorito, seguito subito da Christian, rimasto da poco privo del titolo ECW, e Kofi Kingston, lottatore altamente spettacolare e tecnico, quindi un potenziale campione ad hoc, mentre una sorpresa poteva essere rappresentata da Dolph Ziggler, capace di mettere alle strette dei colossi come The Great Khali e Kane. Invece il ragazzone dell’Oklahoma ha sorpreso tutti, ha preso la valigetta e, dopo un tentativo d’assalto ai danni proprio di Cena, ha realizzato il blitz vincente ai danni di un infortunato Chris Jericho.
Il suo regno sta andando avanti a suon di alti e bassi: figure poco decorose collezionate in match non titolati, sempre all’altezza quando in palio c’e invece la cintura, ne sanno qualcosa i vari J2J, Edge e Randy Orton. Questa notte il suo avversario sarà l’atleta professionista più imponente nel mondo sportivo, ovvero The Big Show, finora psicologicamente in vantaggio in virtù dei mind games e degli attacchi fisici realizzati ai danni di Swagger, sul quale però punto ancora: sono convinto che, con le belle o con le brutte maniere, riuscirà a conservare il titolo mondiale.
Big Show, dimagrito, assolutamente rinato sul ring, come testimoniato dai regni titolati nella categoria di coppia, e sensibilmente migliorato con il microfono in mano, meriterebbe un nuovo giro da campione, ma, anche se potrei benissimo sbagliarmi, non credo che il regno del giovane campione possa già rischiare di essere interrotto. A proposito di entertainment… nonostante il difetto di pronuncia, l’attuale campione dello show blu sta evidenziando una buona attitudine all’intrattenimento: il suo personaggio spaccone, arrogante, il ragazzo prodigio capace di conquistare l’impossibile a livello giovanile, sta catturando le antipatie e i fischi del pubblico, raggiungendo in pieno l’obiettivo ricercato dai bookers.
L’esplosione di Jack ci porta ad analizzare il nuovo roster di Smackdown in virtù dei trasferimenti avvenuti in occasione della draft. Le partenze di Chris Jericho, Edge e John Morrison hanno notevolmente indebolito lo show diretto da Theodor Long, rimasto praticamente privo di main eventer. Come dicevo pocanzi, Big Show stramerita una title shot, visti gli ottimi risultati ottenuti a Raw nella categoria tag – team, Kofi Kingston, nel medio – lungo periodo, potrebbe rappresentare una valida alternativa in cima alla vetta, e su Christian, professionista e lottatore sempre capace di realizzare ottimi match, si potrebbe seguire il cammino già percorso anni fa da Edge e Jericho, trasformati da grandi lottatori a campioni indiscussi.
È vero, Raw era in calo di interesse e la scelta degli special guest in qualità di general manager ha quasi sempre fallito: considerando il ritiro di HBK, il lungo stop di HHH e il probabile addio di Batista in un futuro forse non molto lontano, lo show di punta della WWE aveva bisogno del meglio: Edge, Jericho e Morrison lo rappresentano. Sull’altro fronte è però indubbio constatare la scarsa presenza, al momento, di validi avversari per Jack Swagger: al di là di Big Show, si potrebbe ripuntare su Rey Mysterio, anche se il precedente regno da campione fu al quanto deludente, oppure dare nuovamente spazio a CM Punk, ottimo leader della Straight Edge Society.
Credendo che il push a favore di MVP rappresenti unicamente un fuoco di paglia, o comunque inutile in ottica titolo mondiale, e Cody Rhodes ancora acerbo per lottare per il massimo traguardo, le nuove alternative sono rappresentate dai lottatori arrivati da Raw: Big Show è rinato, Kingston ha forse bisogno di una nuova gimmick, Christian, dopo un’estenuante gavetta, ha vinto tutto, tranne la cintura che conta di più e, il suo recente match con Edge, ha dimostrato di avere tutte le carte in regola per trionfare. Non va però dimenticato il prescelto, ovvero Drew Mcintyre: è vero, ora deve pensare alla cintura intercontinentale, ma, una volta giunto il suo tempo per il secondo titolo di Smackdown in ordine d’importanza, allora potrà puntare dritto verso il titolo mondiale.
Un ipotetico duello con Jack Swagger rappresenterebbe lo spot del wrestling nuova generazione, del vento nuovo che avanza, come è accaduto e sta accadendo per Sheamus a Raw. La WWE ha bisogno e vuole gettare le fondamenta per il proprio futuro, perché non si vive solo di leggende, hall of fame e ritorni di wrestlers ormai al capolinea: la sopravvivenza, o il successo di Stamford dipende in gran parte dall’esplosione dei suoi più promettenti talenti, potenzialmente capaci di scrivere nuove e lunghe pagine di storia per il nostro sport – entertainment preferito.