Dieci giorni per mettere a punto la Juve. L'esordio nel preliminare di Europa League si avvicina ed è proprio su questo appuntamento che è concentrato Gigi Del Neri. Anche se dovrà fare a meno di Vincenzo Iaquinta, fermo per un mese causa il riacutizzarsi del problema muscolare alla coscia sinistra, eredità del Mondiale. Il pareggio contro l'Amburgo non è stato completamente convincente, ma l'allenatore juventino considera il bicchiere mezzo pieno: per ora è sufficiente per guardare con fiducia al primo incrocio stagionale che conta. La prima verifica contro un avversario di spessore infatti è stata in chiaroscuro. La gara di Lubecca ha evidenziato che alcuni concetti-base della filosofia del nuovo tecnico - la ricerca continua del gioco sulle fasce e la solidità e l'attenzione difensiva, pur con i diversi rischi corsi -, stanno piano piano diventando un patrimonio del gruppo. Ha detto anche che con Storari la Juve ha comprato un grande portiere, in grado di non far rimpiangere il convalescente Buffon. L'ex portiere della Sampdoria, decisivo in almeno tre occasioni, è stato il migliore dei bianconeri insieme a Lanzafame, brillante come esterno alto prima a sinistra e poi a destra, al contrario di Martinez, sostituito a metà gara. Con la sua corsa e la sua tecnica, il giovane centrocampista, cresciuto nel vivaio bianconero e tornato a Torino quest'estate dopo l'esperienza di Parma, potrà essere un'arma importante per Del Neri. Il cantiere bianconero, comunque, è ancora aperto. E non potrebbe essere altrimenti dopo solo due settimane di preparazione. Contro l'Amburgo è mancata la brillantezza, cosa normale dopo il grande lavoro fisico effettuato nel ritiro di Pinzolo, è mancata la fluidità di gioco in mezzo al campo. Sono mancati gli attaccanti, anche se nel gioco delle coppie sono piaciuti di più Diego e Trezeuget nel primo tempo, maggiormente pericolosi e propositivi rispetto ad Amauri-Del Piero della ripresa. Ora inizierà la seconda parte della preparazione, in cui il tecnico potrà contare sui nazionali italiani reduci dal Sudafrica, rientrati ieri a Torino insieme a Poulsen. Fino a domani si alleneranno a Vinovo e da mercoledì si uniranno ai compagni (fino ad allora a riposo) a Varese per la terza e ultima settimana di ritiro. «L'andata del preliminare di Europa League arriva troppo presto, non credo di essere già pronto. Ma potrei esserlo per la sfida di ritorno» spiega Claudio Marchisio, che punta a essere disponibile il più presto possibile. La voglia di riscatto del centrocampista, dopo una stagione con la Juve e un Mondiale fallimentari, è tanta; lui e gli altri azzurri - eccezion fatta forse per Bonucci, tornato in anticipo dalle vacanze - dovranno però rinunciare all'appuntamento del 29 luglio. «Fare peggio dell'ultima stagione sarà difficile - sorride Marchisio -. Ora ripartiamo con tante novità Una nuova dirigenza, un nuovo allenatore, un nuovo staff e anche tanti nuovi compagni di squadra. Dovremo avere tutti le stesse idee, unirci e partire subito alla grande»
L' Inter insegue Kakà, il Milan sogna Mario Balotelli e la Samp si tiene stretta i suoi gioielli. Il mercato è chiuso da una settimana ma, sotto traccia, si continua a lavorare. Qualcuno pensa a gennaio, qualcuno prova a gettare le basi per operazioni pi&ugra...