“Una vita da mediano con dei compiti precisi a coprire certe zone, a giocare generosi, lì sempre lì, lì nel mezzo…” così canta Ligabue nella sua “Vita da mediano”, e proprio lì nel mezzo, su quel parquet ha diretto “l’orchestra” per 13 anni, Derek Fisher, il “mediano” dei Lakers, il regista, il capitano. 1,85 metri di puro talento, mancino naturale, D-Fish, non si è mai "fatto notare" per punti record o premi individuali da capogiro, ma con i suoi assist invidiabili, la sua tenacia, la sua grinta e quella mano sinistra così sempre calda – soprattutto da 3 e soprattutto nei momenti decisivi – si è conquistato i tifosi gialloviola che insieme all’amico Kobe, l’hanno sempre definito la bandiera dei Lakers. Un giocatore troppo generoso verso i suoi compagni di squadra per poter diventare una vera stella NBA e con un talento troppo grande per poter essere considerato un mediocre, insomma uno che anche in carriera è rimasto quasi sempre “lì nel mezzo” in quel limbo tra l’essere una vera star e un perfetto modesto, pur avendo vinto – tra le altre cose – 5 titoli NBA con i suoi Lakers ( 2000 – 2001 – 2002 – 2009 – 2010). Così, dopo la prima parte di stagione 2011-12 non brillante D-Fisher se ne va agli Houston Rockets, lasciando la Sua squadra con la quale ha vissuto dal 1996 al 2004 e dal 2007 al 2012. Sarà strano per i tifosi gialloviola vedere il “piccolo 2” con un’altra maglia che non sia quella dei Lakers, e quando se lo troveranno di fronte come avversario potranno solamente dirgli “ Thanks for all you’ve done Fish”, già grazie davvero Fish, ci mancherai.
A volte il calcio ti spiazza per la sua pazzesca imprevedibilità, ma è uno sport unico anche per questo motivo. Ebbene, dopo una partita quasi interamente dominata dal Benfica, a trionfare è stato il Chelsea e subito,il cielo sopra l’Amsterdam Arena ...