JUVE IN CORO: NON DIPENDE PIU' DA NOI

17.04.2010 18:39 di Riccardo Fusato   Vedi letture
Fonte: ansa
JUVE IN CORO: NON DIPENDE PIU' DA NOI

Oltre al danno, la beffa. La Juve torna da San Siro con una ennesima sconfitta e un carico di rabbia per il primo 'giallò a Sissoko, apparso a tutti misterioso. La sensazione di impotenza è accentuata dal fatto che anche giocando con autorevolezza, come ieri sera con l'Inter, il risultato è stato punitivo. E spuntano nuove nubi sull'orizzonte già scuro dei bianconeri. Buffon ha rilasciato una dichiarazione sibillina sul proprio futuro, che non lascia presagire nulla di buono. «Il fatto che io resti o meno non dipende dal piazzamento della squadra - ha detto il portiere nel dopo partita -. Venti giorni fa la società ha emesso un comunicato e lì c'è scritto il mio futuro, basta leggere tra le righe». La frase di Bettega cui si riferisce Gigi, recitava: «Buffon non si tocca». Ma siamo lontani, da parte del portiere azzurro, da una dichiarazione netta nella direzione del rimanere a qualsiasi condizione, come Del Piero e lo stesso Buffon avevano fatto nei giorni successivi alla retrocessione in B della Juventus. D'altronde, quando la società fa i conti per il budget da riservare alla rifondazione della squadra, deve tenere conto dei 25 milioni circa che potrebbero mancare a causa della mancata partecipazione alla prossima Champions League e dei dieci che mancano già oggi per l'eliminazione di quest'anno dopo il girone a quattro. Non sarebbe uno scandalo l'intenzione della Juventus di monetizzare (almeno a 25 milioni) la partenza del campione del mondo, che ha 32 anni e negli ultimi due è stato soggetto a quattro infortuni muscolari. Non a caso il portiere del Lione, il francese di origini catalane Hugo Lloris, in vendita per una decina di milioni, è stato positivamente visionato da Roberto Bettega. E adesso tutti appesi alle radio, per sentire domani i risultati di Palermo, Sampdoria e Napoli: ormai la sorte della Juventus dipende più da loro che da se stessa. L'ennesimo, triste 'Day After' si condisce delle solite, immancabili defaillances: un altro espulso, Sissoko, che era appena rientrato dalla squalifica e che ovviamente salterà il Bari. Un altro acciaccato, Marchisio, uscito con un ginocchio dolorante: solo lunedì, alla ripresa, verrà visitato, ma vista l'aria che tira a Vinovo, non è esclusa una distorsione. In chiave Calciopoli, si fa sempre più insistente la voce di una richiesta ufficiale del club bianconero al presidente federale Giancarlo Abete, per indurlo ai passi necessari a riconsiderare il procedimento di assegnazione dello scudetto 2005-06. Per il momento, la Juventus non chiederebbe la riassegnazione a se stessa di quel titolo vinto sul campo, ma solo la sua revoca. Ma negli ultimi giorni è avanzato il partito di chi vorrebbe fare anche il passo successivo. Un capitolo, questo, che rischia sempre di più di diventare una guerra di carte bollate fra Inter e Juventus, con i nerazzurri più che mai fermi sulla propria posizione e i bianconeri che hanno invece deciso di rivederla, rompendo gli indugi e muovendosi presso il palazzo del Coni.