Champions League, Juventus, Roma e Napoli: vietato sbagliare. Un anno fa di questi tempi...

 di Riccardo Fusato  articolo letto 21 volte
Fonte: corriere dello sport
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Champions League, Juventus, Roma e Napoli: vietato sbagliare. Un anno fa di questi tempi...

Ora tocca a noi. Senza scuse, senza alibi, senza altri pensieri per la testa. Ora bisogna vincere, perché altrimenti la Champions ci sbatte subito la porta in faccia e l’umiliazione, oltre che la perdita economica, porterebbe danni notevoli al calcio italiano e si trasformerebbe in una contraddizione per la prossima Champions che aprirà a 4 squadre italiane, tutte senza passare dai play-off. Quattro rappresentanti di un Paese che ne ha perse due o tre subito ai gironi nella stagione precedente, non può andare bene così. Un anno fa dopo la prima giornata avevamo 4 punti in due (la Roma era uscita ai play-off), col Napoli che aveva vinto in Ucraina contro la Dinamo Kiev (doppietta di Milik, il ricordo più felice del polacco a Napoli) e la Juve aveva pareggiato in casa contro il Siviglia; quest’anno abbiamo fatto un punto in tre, sudandolo fino in fondo, con lo 0-0 della Roma all’Olimpico contro l’Atletico Madrid. La Juve ha perso a Barcellona, ci poteva stare, ma non in quelle dimensioni (0-3). Il Napoli ha perso in Ucraina, ci stava un po’ meno anche se lo Shakhtar è la testa di serie del girone, e poi il Napoli ha giocato male, questa è la vera notizia negativa arrivata dalla Champions. Sempre un anno fa dopo la seconda giornata avevamo 10 punti in due, il Napoli aveva battuto anche il Benfica e la Juve aveva disintegrato la Dinamo Zagabria. Dobbiamo riprendere la posizione che avevamo, adesso che il contingente è aumentato e che i prossimi impegni consentono una visione ottimistica. Non possono essere proibitive le partite del Napoli al San Paolo contro il Feyenoord, della Juventus all’Allianz contro l’Olympiakos e della Roma in Azerbaijan contro il Qarabag. Se facciamo tre su tre, rientriamo subito, altrimenti cominciano le preoccupazioni e, come conseguenza, le polemiche.