Inter: un pari in Germania che sa di beffa. Ora i quarti si decidono al Meazza

08.03.2019 09:00 di Riccardo Fusato   Vedi letture
Fonte: corriere dello sport
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
Inter: un pari in Germania che sa di beffa. Ora i quarti si decidono al Meazza

L’Inter ha resistito all’inferno della Commerzbank-Arena e grazie allo 0-0 di ieri sera potrà giocarsi la qualificazione ai quarti giovedì a San Siro. La trasferta in terra tedesca, però, lascia a Spalletti più rammarichi che sorrisi perché i suoi in un primo tempo giocato con personalità hanno fallito con Brozovic un calcio di rigore che avrebbe potuto cambiare l’inerzia del match e tra 6 giorni, oltre agli squalificati Asamoah e Martinez, dovranno fare a meno di Nainggolan e Perisic, messo ko da un affaticamento all’adduttore sinistro. Di fatto il tecnico di Certaldo avrà una squadra a pezzi che dovrà provare a gettare il cuore oltre l’ostacolo perché la formazione di Hütter è molto temibile e i nerazzurri lo hanno intuito in un seconda frazione giocata in apnea complici gli spazi troppo ampi da coprire e il pressing meno efficace. Detto delle insidie insite nel secondo round di questi ottavi e annotato il dato statistico che farà sorridere il popolo nerazzurro (una sola eliminazione in 7 precedenti dopo uno 0-0 in trasferta), è innegabile che rispetto alla prova di una settimana fa a Cagliari l’Inter abbia giocato tutta un’altra partita. Non avrebbe meritato di perdere e infatti è tornata a casa con un pareggio che ha permesso a Spalletti di festeggiare nel miglior modo il suo sessantesimo compleanno. CHE INIZIO. In una cornice di pubblico spettacolare (da brividi la coreografia per festeggiare i 120 anni di storia dell’Eintracht) Handanovic e compagni hanno giocato una prima frazione di grande intensità e decisione. Il rischio di soffrire contro i tedeschi che in casa viaggiano a ritmi forsennati era grande, ma stavolta i nerazzurri hanno fatto circolare bene la palla (58% di possesso al 45’), hanno approcciato bene l’incontro e non hanno tremato in difesa. Il tutto senza rinunciare a cercare la via del gol visto che all’intervallo avevano concluso 10 volte, 4 nello specchio. E’ stato bravo Spalletti a indovinare l’atteggiamento tattico giusto: l’ex allenatore della Roma ha mandato Borja Valero in pressione, ha chiesto a Martinez di “sbattersi” e alla difesa di stare alta per non lasciare spazio tra le linee a Gacinovic, ma al tempo stesso non ha limitato gli inserimenti di Vecino. Ne è venuta fuori un’Inter equilibrata e compatta, armoniosa nello sviluppo della manovra e decisa nei contrasti. L’Eintracht forse non si aspettava un'avversaria così in salute ed è rimasto sorpreso. I nerazzurri hanno sbagliato l’ultimo passaggio almeno un paio di volte, poi il Toro si è conquistato il penalty che Brozovic si è fatto parare da Trapp. Annotazione a margine: da quando non c’è Icardi, "Brozo" è il terzo rigorista diverso e stavolta il cambio non è stato fortunato visto che l'ultimo errore dal dischetto risaliva a 439 giorni fa. L'Inter ha comunque continuato a pungere, mentre i tedeschi creavano qualche pericolo solo con Kostic a sinistra. MURO INTER. Nella ripresa l’Eintracht ha alzato il ritmo e avanzato il baricentro. Per l’Inter “sporcare” l’inizio dell’azione avversario è diventato complicato e i padroni di casa hanno preso campo. Il match ha cambiato padrone e Handanovic ha dovuto sbrogliare alcune situazioni complicate. I nerazzurri erano sempre costretti a rincorrere e a difendersi, ma rispetto a Cagliari, quando avevano “ballato” vistosamente, De Vrij e Skriniar non hanno sbagliato un pallone e hanno messo il bavaglio ai tenuti Haller e Jovic. Poggiando sui suoi due centrali, Spalletti ha costruito una seconda frazione di sofferenza nella quale ha chiuso con il 5-4-1 e senza mai inquadrare lo specchio della porta di Trapp, ma il fortino nerazzurro non è crollato. Si deciderà tutto a San Siro.