Messi e Neymar, due campioni agli antipodi

 di Riccardo Fusato  articolo letto 31 volte
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
Messi e Neymar, due campioni agli antipodi

L’anno scorso giocavano insieme, entravano nello stesso istante all’allenamento e condividevano anche dei momenti fuori dal campo. Lionel Messi e Neymar Jr erano lo ying e lo yang del Barcellona e, insieme a Luis Suarez, hanno finito col formare quello che forse è il miglior tridente della storia. Uno argentino e l’altro brasiliano, andavano d’accordissimo sul terreno di gioco, date le loro abilità e il loro amore per le giocate ad effetto, e spesso quando uno non era in forma l’altro ne faceva le veci. Dopo l’offertona da 222 milioni del Paris Saint Germain, questa società così redditizia si è sciolta, in parte perché 36 milioni di euro l’anno non si possono rifiutare, in parte anche perché il brasiliano voleva essere il protagonista unico e assoluto, vestendo la maglia numero 10.

Adesso i due fenomeni del calcio del momento, con permesso di Cristiano Ronaldo, giocano in due squadre diverse e difficilmente torneranno a vestire la stessa maglia. Neymar ha scelto la gloria personale in una squadra potentissima in un campionato inferiore rispetto alla Liga, mentre Messi non abbonderà mai il Barça, perché ormai si sente parte integrante della squadra e vive a suo agio nella città che lo ha accolto diciotto anni fa. Secondo le statistiche e le notizie di questo sito riguardo i principali campionati europei, l’addio di Neymar ha quindi ridato a Messi quelle responsabilità di trascinatore che già aveva prima dell’arrivo del brasiliano, quando da falso nueve mise a segno 91 gol in un anno solare, un record assoluto che sarà molto difficile battere in futuro. Complice l’assenza di Luis Suarez in alcuni incontri iniziali, l’argentino si è messo sulle spalle l’attacco del Barcellona mettendo a referto ben 8 gol nelle prime sei giornate di campionato, quasi la metà di tutta la squadra, che è a quota 20 reti e 18 punti in classifica, leader in solitario della Liga spagnola.

Neymar, invece, è arrivato a Parigi con la presunzione di colui a cui sembra tutto dovuto: dopo aver preso la numero 10 di Pastore, il brasiliano ha provato anche ad esautorare Edinson Cavani della responsabilità di tiratore designato dei rigori. L’alterco tra il brasiliano e l’uruguaiano durante PSG- Lione ha persino oscurato la vittoria del club parigino, e il suo comportamento infantile è stato stigmatizzato da compagni di squadra e giornalisti. Così Neymar, andato in gol in 4 occasioni fino ad allora, non ha neanche partecipato alla trasferta di Montpellier, apparentemente per un problema al mignolo destro, e il PSG è stato bloccato sullo 0-0, non riuscendo ad ottenere la settima vittoria di fila.

I destini dei due campioni si sono allontanati e ognuno sembra fare una vita a parte. Se Messi continua ad essere la punta di diamante del Barça, Neymar deve ancora fare un bagno d’umiltà per diventare leader giusto e coscienzioso di un PSG ancora immaturo. Chissà che il destino non permetta ai due ex compagni di squadra di incrociarsi in Champions League. In quel caso ne vedremo delle belle.