Una pazza Inter vince il derby con merito. Gattuso si consola con...

18.03.2019 08:51 di Riccardo Fusato   Vedi letture
Fonte: corriere dello sport
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Una pazza Inter vince il derby con merito. Gattuso si consola con...

Spalletti si è rialzato nella notte più complicata, quando cominciava ad affacciarsi l’ombra di un esonero. Ora è di nuovo terzo. Sorpasso Inter. Non vinceva due derby nello stesso campionato dal 2011/12. Sprofondo Gattuso, piegato un’altra volta, forse senza attenuanti. Il sogno di una rimonta si è spento all’ultimo respiro, dopo sei minuti di recupero, la prodezza di Handanovic su Castillejo e il salvataggio di D’Ambrosio su Cutrone. Il Milan s’è svegliato tardi, quando è sceso dal piedistallo e ha capito lo spirito di un derby all’inglese, pieno di emozioni, di contrasti, una corsa infinita e non troppo ordine tattico, anzi quasi niente. Inusuale per il campionato italiano. Cinque gol, i primi sessanta minuti stellari dell’Inter, l’ultima mezz’ora di rincorsa rossonera. 

 Rino può conservare la reazione dei suoi giocatori e 4 punti di vantaggio sulla Roma, ma ha perso l’imbattibilità che durava da 10 giornate e dovrà trovare nuove soluzioni per rifornire Piatek. Il polacco, rispetto a Higuain, segna di più ma si muove meno e diventa un riferimento facile da marcare: De Vrij e Skriniar non gli hanno concesso una palla. Bene l’Inter senza Icardi. Per Lautaro Martinez un assist e un gol. La vera chiave nel sostegno di Vecino. Spalletti, con l’ingresso di Ranocchia, ha chiuso con la difesa a cinque. Si trattava di portare a casa il successo, il derby lo aveva indirizzato nel primo tempo. 
 

Sono bastati 2 minuti e 28 secondi all’Inter per trovare il gol. Vecino ha scaricato su Perisic e poi è andato a riprendere la palla con la porta spalancata. Il cross del croato aveva scavalcato Donnarumma e sorpreso Calabria. Tap-in di testa di Lautaro, Romagnoli in ritardo, Bayakoko ancora più colpevole per non aver seguito l’uruguaiano, jolly tirato fuori dal cilindro di Spalletti. Trequartista, di fatto centravanti mascherato a ridosso del Toro. S’è rivelato un incubo per il Milan. Si faceva trovare libero tra le linee da Brozovic e Gagliardini e con un tocco da pivot, spalle alla porta, riusciva a leggere i tagli di Politano e Perisic. I due esterni si accentravano, D’Ambrosio saliva in sovrapposizione. Statica la difesa rossonera, all’improvviso vulnerabile. Nel 2019 aveva preso solo 3 gol in 9 partite. Ieri è saltato il bunker.  
 
Aggressiva, feroce nei contrasti, con un ritmo infernale, l’Inter si chiudeva bene e ripartiva ancora meglio in verticale. Il Milan sembrava stordito, lento nel giro-palla, senza idee, soffriva sulle fasce e faticava a costruire. Male Suso, si sarebbe rianimato solo durante l’assedio finale. Piatek era sovrastato da Skriniar e De Vrij, lontano dai centrocampisti, difetto visto anche nella semifinale di Coppa Italia con la Lazio. Paquetà ci ha provato da fuori e poi di testa su cross di Calabria, si è visto poco, ma sarebbe ingeneroso bocciarlo: è uscito per un affaticamento. Calhanoglu arretrava per cucire il gioco, l’unico con qualche idea. Intorno alla mezz’ora la prima mossa. Vecino si era divorato la palla del raddoppio davanti a Donnarumma. Ringhio ha ordinato il 4-4-1-1 con Paquetà davanti a Rodriguez e Calha trequartista. Nell’intervallo l’ex Flamengo ha lasciato il suo posto a Castillejo. Lo spagnolo a ridosso di Piatek, Calhanoglu è scivolato a sinistra. Niente risveglio. Errori a ripetizione, palloni regalati. L’Inter è rientrata in campo pronta a prendersi il derby. Due angoli di fila, il secondo battuto corto e ricamato da Politano. Romagnoli fermo, colpo di testa di De Vrij per il 2-0. Sembrava finita, invece stava per ricominciare. 
 
Derby riaperto dalla zuccata di Bakayoko. Gagliardini anticipato, sorpreso dalla punizione di Calhanoglu. Gattuso aveva già pronto il cambio e non ha esitato. Fuori Rodriguez, dentro Cutrone: 4-2-4, Kessie terzino destro, Calabria a sinistra, Calhanoglu in regia. Squadra sbilanciatissima. I rossoneri hanno beccato quasi subito il terzo gol. Ingenuo l’intervento di Castillejo su Politano, rigore trasformato da Lautaro. Il Milan però era entrato in partita, non ci stava a perdere, ha reagito subito, ha preso energia e controllo, rovesciando il dominio nei contrasti (54 a 45). Gattuso ha indovinato il cambio di Kessie. L’ivoriano ha perso la testa, voleva picchiare Biglia in panchina, ma Conti ha subito dato un altro impulso alla fascia destra (26 cross rossoneri nel totale) contribuendo al risveglio di Suso. Due minuti dopo è arrivato il gol di Musacchio, nato da un cross tagliatissimo di Calhanoglu respinto da D’Ambrosio. Ultimi venti minuti più recupero con il cuore in gola e la palla a correre da un’area all’altra. Il Var ha corretto la decisione di Guida salvando Conti dall’espulsione (solo giallo), Spalletti è stato allontanato per proteste, Handanovic e l’Inter hanno resistito.