Quando sbrocca Delio

 di Alberto Ungarelli  articolo letto 9883 volte
Fonte: 24oredsiport.com
Quando sbrocca Delio

Che calcio stiamo vivendo in questo ultimo periodo? Calciatori che si spintonano e spintonano un arbitro per un gol non gol ininfluente. Ultras che bloccano una partita e pretendono che i loro giocatori si levino la maglia di dosso. Un allenatore che perde le staffe e che ad un applauso irriverente di un suo giocatore appena sostituito, lo picchia con una cattiveria mai vista in un contesto del genere.

Che calcio è questo, che si prepara al suo epilogo finale in un clima di forte tensione?

La riflessione deve essere fatta e deve riguardare un pò tutti gli addetti. Se anche Delio Rossi, un uomo mite e tranquillo, mai sopra le righe, arriva ad un comportamento del genere vuol dire che siamo al limite, anche se a questo punto viene da dire che non c'è limite al peggio.

Il gesto dell'allenatore della Fiorentina, anzi ex allenatore, è incensurabile, ma proprio perchè incredibile lascia perplessi e stupiti tutti. Delio non è da giustificare tutt'altro, ma anche il ragazzo che sostituito, si lascia andare ad un atteggiamento strafottente applaudendo il suo mister e proferendo chissà  quali dolci parole nei confronti del suo "capo", deve essere censurato.

Non più tardi di dieci giorni fa Llaijc ha sbagliato un calcio di rigore, allora decisivo per le sorti della sua squadra, contro l'Inter. Non risulta che Delio Rossi lo abbia insultato o applaudito ironicamente. Anzi; ai microfoni delle tv, Rossi lo ha difeso e lo ha rincuorato. Forse un pò di rispetto questo allenatore lo meritava e lo merita.

Che poi la conseguenza sia l'esonero, questo era purtroppo inevitabile, e la decisione dei Della Valle è giusta. Qualcuno si aspettava l'espulsione da parte dell'arbitro, qualcuno si aspettava l'allontanamento nel corso dell'intervallo; entrambe le cose ci stavano e non sarebbero state per nulla scandalose.  

Rossi invece è rimasto lì, come se nulla fosse accaduto, richiamando la sua squadra, dando ordini ed impartendo istruzioni ai suoi undici, così come aveva fatto un secondo dopo la scazzottata, e forse l'atteggiamento dell'allenatore viola ha lasciato ancor più sconcertati. Un tumulto del genere non aveva apparentemente lasciato strascichi, almeno dal di fuori. Chissà invece dentro com'era lo stato d'animo del "buon" Delio, e chissà cosa gli è scoppiato dopo, rivedendosi lui gentiluomo del calcio, trasformato in una controfigura di Mike Tyson.

Accingiamoci dunque a questo finale di stagione, augurandoci più calma, pensando sempre che il calcio è un gioco..... o forse no!