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Del Piero, il Socceroos

05.09.2012 15:14 di Alberto Ungarelli  articolo letto 3175 volte
Fonte: sportmediaset.it

Dopo tanto vociare è arrivata oggi anche la conferma dallo stesso ex capitano della Juventus. Alessandro Del Piero andrà a giocare in Australia, nel Sydney, una nuova esperienza fatta di tanta curiosità, nuove motivazioni e sicuramente di una  vita più tranquilla lontano dagli stress del calcio italiano, che a però ir la verità lo avevano coinvolto ben poco.

Pinturicchio ha reso nota la sua avventura in una conferenza stampa svoltasi oggi in una sala dell'hotel Lingotto, con i dirigenti del club australiano tra cui l'ad Tony Pignata, ed il fratello-procuratore Stefano. Tra un mese scatta il campionato e Del Piero diventerà un Socceros termine che coniuga il Soccer con Kangaroos , i canguri australiani.

Ecco le parole di Alex: "Grazie di essere venuti con così poco preavviso. E' un giorno speciale e diverso per me. Sono felice di annunciare che poche ore fa ho firmato il mio nuovo accordo col Sydney e per i prossimi due anni sarò australiano. Affronterò un'avventura splendida, strepitosa e forte. Ma devo ammettere che alla fine di questo lungo viaggio, non poteva esserci posto migliore e situazione migliore. Quello che è accaduto ha un senso e sono felice oggi di poter cominciare questa avventura. In questo periodo ci tengo a ringraziare le squadre che mi hanno cercato e gli operatori di mercato con cui ci siamo confrontati. E' stato un cammino lungo e indispensabile per valutare quale fosse la migliore scelta da fare. Affronterò un progetto che non mi aspettavo, ma tante squadre che non mi aspettavo mi hanno cercato. Non mi sembra opportuno citarle, ma un riferimento alle squadre italiane mi sembra doveroso. Come ringrazio chi mi ha cercato da ogni parte del mondo, praticamente da tutti i continenti. E' stato divertente saltare con la mente da un posto all'altro. Oggi il salto è finito e l'avventura inizia. Questo suscita in me emozioni forti e contrastanti. Per me è un cambio importante come filosofia e progettualità. Ringrazio il Sydney".

"Mi getto in questa avventura con una emotività e un desiderio unico. Sydney è una scelta diversa dal punto di vista calcistico, umano e della progettualità che è stata ridisegnata attorno a me. Questa è stata la forza trainante rispetto alle altre. Vedrò un Paese fantastico e una città bellissima. Lo farò col mio solito spirito. Ho chiesto se nei piani ci fosse anche quello di vincere: mi hanno risposto di sì: sentivo di dover toccare l'aspetto agonistico, perché mi sento un giocatore al 100%".

"Ringrazio tutte le persone che hanno reso unico il mio trascorso. Il mio pensiero va a mio padre e mia madre, a mio fratello Stefano, che è stato artefice del mio percorso professionale. Ringrazio la Edge che mi ha assistito fino a oggi, ringrazio la struttura del dottor Tosetti che mi assiste da tantissimo tempo. E non posso non pensare alla mia famiglia attuale, che qui è rapprsentata da mio figlio (gli altri due sono a casa che dormono, sorride ndr) e da mia moglie Sonia, che mi è sempre vicina in qualsiasi momento. La scelta è stata fatta soprattutto con loro e ne sono felice".

"Magari ho dimenticato qualcosa, ma sono emotivamente molto preso. Sarà un periodo di grandi cambiamenti per me, rispetto a quella che è stata la mia vita, sempre molto lineare. Continuerò a tifare per la squadra che è stata mia negli ultimi 19 anni".

"Voglio iniziare questa avventura. Lo farò con l'entusiasmo di chi scopre una cosa nuova. E' un'avventura emozionante e mi auguro e spero che sarà un'avventura vissuta insieme. Ho voglia di portare quello che sono io, ma anche di confrontarmi con una Paese all'avanguardia dal punto di vista sportivo. Mi è sempre stato descritto come unico. Perché Sydney? Perché questo progetto, queste idee e il fascino generato da esse, mi hanno portato a pensare che fosse la soluzione migliore. Avevo bisogno di stimoli nuovi, penso che Sydney sia perfetta. Qui in Italia ho fatto tutto quello che dovevo fare".

"Dell'Australia so tante cose. Voglio approfondire tanti mondi sportivi, come il rugby. Del campionato mi hanno già informato i miei nuovi compagni d'avventura. Per me sarà bello scoprire, non farsi raccontare tutto. Non voglio essere troppo condizionato dai giudizi altrui".

"Ho declinato i discorsi fatti con molte squadre italiane, perché ho un'idea di coerenza. Ho dato tutto e di più per una sola maglia e non voler giocare per altri team, non è motivato dal fatto che li veda come nemici. Ma perché è giusto così. Il fatto che squadre impensabili, in giro per il mondo, abbiano pensato a me, non fa che rendermi felice. Dimostra che qualcosa ho fatto nella mia carriera".

"Sono chiamato a un compito non facile, ma non mi spaventa affatto. Sono elettrizzato da questa cosa. Io voglio offrire tutto quello che ho offerto in ogni giorno della mia vita calcistica, darò tutto da un profilo umano e professionale. Sono orgoglioso del fatto che in Australia si cominci a parlar tanto di questo evento".

"Pensavo di scegliere prima la squadra, ma oggi mi rendo conto che questa scelta è avvenuta nel momento giusto. Ho scelto con estrema lucidità".

"Non vivo il mio periodo in Australia come una lunga vacanza, ma in modo totale. A Torino rimarranno le mie cose, è solo che non mi vedrete più per strada".

"Paragone con Pelé ai Cosmos? Non sono andato a ripercorrere il suo vissuto, so per grandi linee quello che è successo. Ma sono epoche diverse: e io a Sydney voglio creare qualcosa di unico. Vuole essere un'avventura bella e fantastica. La location del Lingotto (scelta per questa conferenza stampa, ndr) è unica perché mi ricorda l'Avvocato. Ma è anche dettata dalla casualità".

"Oggi non voglio fermarmi a parlare di Juventus. Oggi mi dedico a una squadra, a un Paese e a un continente diverso. Il mio affetto per il mondo juventino non termina certo oggi, né quando ho capito che non avrei più giocato nella Juventus. Ho dato tutto e più di quello che potevo dare. Sono state tantissime le pagine felici della storia bianconera, anche se l'ultimo anno è stato uno dei più complicati. Che alla fine mi ha comunque visto protagonista e vincente".

"Molti miei amici che sono stati in Australia, me l'hanno descritta, ho sentito anche alcune persone che hanno giocato in Australia. L'hanno tutti vissuta in modo meraviglioso. E' emerso che sia i posti che la gente di lì sono meravigliosi. Questo crea molte aspettative in me (sorride, ndr). Spero presto di poter sostenere una conferenza stampa in inglese".

"La mia famiglia mi seguirà, abbiamo qualche giorno per organizzare il mio arrivo. La maglia n.10 alla Juve? Ringrazio coloro che anche oggi, che non gioco più alla Juve, hanno voluto comprarla. Quando ho letto che è ancora la più venduta, un sorriso mi è scappato. Ma oggi la mia avventura avrà un'altra maglia e nuove emozioni".

"Non so perché la maglia numero 10 alla Juve non sia stata scelta dai giocatori o data dalla società. Non vado in profondità a cercarne i motivi".

"Organizzeremo presto il mio arrivo in Australia. Fra un mese inizia il campionato, credo di poter essere a disposizione. In questa avventura mi seguirà anche il mio preparatore Giovanni Buonocore. Abbiamo passato un'estate a lavorare, mi alleno per conto mio da un mese e mezzo. Certo, ci sarà un periodo in cui dovrò ritrovare i ritmi di squadra. Dovrò conoscere i miei nuovi compagni e riprendere ad allenarmi come giocatore di una squadra perché non lo faccio da parecchio tempo".

"Saluto Gattuso, il presidente del Sion, che sono stati molto carini nei miei confronti".

"Dovrò imparare nuove cose del movimento calcistico australiano. Di idee ce ne sono tantissime ed è il luogo giusto per metterle in atto: vogliamo che questo movimento migliori in fretta".

"Non mi aspettavo l'interesse del Liverpool. Ma io avevo bisogno di qualcosa di diverso, a tutti gli effetti. L'ho capito con il passare dei giorni. La Premier League è stato un riferimento per molti aspetti, come tutta la Gran Bretagna o il Brasile. L'evoluzione nel calcio continua e anche in Australia c'è questo spirito".

"Con Pignata non abbiamo parlato di Italia-Australia ai Mondiali del 2006. Ma quella nazionale australiana aveva grandi giocatori, potevano anche passare il turno".

Il pensiero finale non poteva che essere per la Juve: "Sarò sempre suo tifoso, anche se l'ultimo anno è stato complicato. Ringrazio tutte le squadre che mi hanno cercato".

Un saluto quindi ad Alessandro Del Piero, il simbolo della juventinità del XX secolo, un grande del calcio nazionale, un calciatore italiano ricordato in ogni angolo del pianeta assieme a Roberto Baggio e Francesco Totti. Mancherà tanto alla Juventus ed ai suoi tifosi, ed in un certo senso mancherà anche a chi non era tifoso bianconero. La sua linguetta, sfoderata dopo una punizione nel sette alla sinistra di Julio Cesar in un Inter-Juventus di una decina di anni fa, era diventata un simbolo, un effige, copiata da molti. Il Trademark resta però indelebile di Alex. Buona fortuna !


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